Il logo della Associazione Gruppi Archeologici d'Italia

La ricognizione fruga nelle pieghe della storia, quella che attraverso un antico muro, un frammento ceramico, sa restituirci le lacrime, le debolezze, le piccole cose quotidiane dell'uomo. (Ludovico Magrini)

Nel 1963, durante il primissimo intervento di ripulitura di tombe etrusche nel territorio di Veio ad opera del neo-nato Gruppo Archeologico Romano, diretto da Ludovico Magrini, fu rinvenuto nel dromos (corridoio di accesso alla tomba) il frammento di un foculus, ovvero di un braciere utilizzato al momento della riapertura del sepolcro per bruciare delle sostanze aromatiche.

Sull'orlo del braciere era stata impressa nell'argilla cruda, mediante un rullo cilindrico, una decorazione raffigurante la scena di un guerriero, munito di lancia ed in lotta con un cinghiale ed un toro.
Fu lo stesso Ludovico ad avere l'idea di utilizzare quella scena come simbolo e logo dell'associazione, Quando guardo alla storia, sono pessimista... Ma quando guardo alla preistoria, sono ottimista. (J.C. Smuts) non tanto in base al suo significato marziale, quanto a causa della sua gestualità, che somiglia molto a quella di chi adopera una vanga. Inizialmente anche il cinghiale faceva parte del simbolo, ma da allora in poi la figura del guerriero da sola è rimasta l'emblema dei Gruppi Archeologici d'Italia.

 

Storia dell'Associazione

 

I Gruppi in Campania

I Gruppi Archeologici d’Italia nascono ufficialmente nel 1964 con il nome di Centro Italiano di Ricerca Archeologica(CIRA), per cambiare denominazione l'anno successivo, nel 1965.
Prema di queste date, un gruppo di persone riunite da Ludovico Magrini, dalla fine degli anni cinquanta si impegnano come volontari per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali italiani, dando vita prima all'Unione archeologica dell'Etruria ed alla rivista Rinascimento etrusco (1960), poi sostituita l’anno successivo  dalla rivista Archeologia (1961), che diventerà l’organo di stampa dei Gruppi archeologici d'Italia, sostituito nel 2005 da Nuova archeologia.
Di seguito, questo gruppo fonda il Gruppo archeologico Romano nel 1963 e, successivamente, saranno fondati altri gruppi territoriali che si riuniscono nei Gruppi Archeologici d'Italia.
Il Gruppo Archeologico Avellano nasce nel 1974, grazie ad un gruppo di giovani del territorio dell’Agro Abellano, e verrà intitolato ad Amedeo Maiuri.

Attualmente l'Associazione nazionale conta circa 3.500 iscritti in tutta Italia e più di sessantacinque Gruppi locali, che riportano nel proprio nome la caratteristica denominazione iniziale Gruppo Archeologico (abbreviato GA). Tra le associazioni che fanno parte dei Gruppi archeologici d'Italia citiamo il Gruppo Archeologico Romano il Gruppo Archeologico Ambrosiano, il Gruppo Archeologico Aquaria, il Gruppo Archeologico Comasco Ulisse Buzzi,il Gruppo Archeologico Est Milanese, il Gruppo Archeologico Goriziano, il Gruppo Archeologico Padovano, il Gruppo Archeologico Scledense, il Gruppo Archeologico Salernitano.
Nel corso di quasi 50 anni di vita dell’Associazione, migliaia di persone hanno scoperto l'importanza civica della partecipazione attiva. La collaborazione  con la Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale ha portato a poter dare contributi diretti alla salvaguardia del territorio e alla ricerca scientifica fin dagli anni '70. La stessa collaborazione è stata attivata anche dagli altri Gruppi sparsi in tutt’Italia dal Nord al Sud, alle Isole.

Nel corso del tempo, inoltre, sono cresciuti nell'associazione anche molti "addetti ai lavori", che ne condividono gli ideali e che imprimono un alto tasso di preparazione nell'attività di ricerca, svolta non solo attraverso gli studi, ma anche sul campo con la ricognizione sul territorio e lo scavo archeologico.
I primi scavi si svolsero a Veio ad opera del GAR (1963-1968) e l'omino, ancora oggi logo dei Gruppi archeologici d'Italia, rappresenta un cacciatore di cinghiale ripreso dal bordo a rilievo di un foculus trovato in quella zona, Seguirono, dal 1970 al 1974, gli scavi  a Ceri; dal 1975 al 1997 e dal 2007 a tutt'oggi a Tolfa il GAR, con la collaborazione dei Gruppi Archeologici d'Italia, ha organizzato campi scuola, avendo come sede l'ex convento dei Cappuccini, e  attivato i campi nelle sedi stabili di Ischia di Castro, dal 1979, e di Falerii Novi, dal 1993.

Dal 1978 i campi di scavo archeologico vengono aperti da altri gruppi membri dell’Associazione, anche al di fuori del Lazio: Tenuta di San Rossore, Caserta, Nola, Asciano, Pomarance, Ripafratta, Lorenzana, Firenze, Rossilli Gavignano, Cropani, grazie alla collaborazione con istituti universitari o enti culturali come l'Università di Pisa e l'Istituto di Storia Patria di Caserta.
Hanno fatto capo a queste sedi, soprattutto durante i campi estivi di ricerca archeologica, migliaia di soci provenienti da tutta Italia e dall'estero.
Negli ultimi anni, partendo dalle esperienze maturate nell'ambito della collaborazione del Gruppo archeologico di Sciacca con la Soprintendenza del mare della Regione siciliana, a partire dal 2007, l'Associazione ha riaperto alle esperienze connesse all'archeologia subacquea, recuperando una vecchia tradizione operativa dei Gruppi Archeologici d'Italia, iniziata con Alessandro Fioravanti già ai primi degli anni 60, con le operazioni svolte sul sito del Gran Carro, nel lago di Bolsena.
Allo stato attuale operano con specifico riferimento alle attività subacquee i gruppi di Sciacca, Siracusa, Paola e Scalea, contribuendo attivamente allo scavo del sito di Cammordino (Sciacca), a svolgere azioni di ricognizione e segnalazione in vari punti della Calabria e della Sicilia, ma anche a rendere fruibili ai turisti, ove possibile per le condizioni di sicurezza dei beni e dei subacquei, i vari siti contribuendo a ripristinare vecchi percorsi archeologici subacquei (Le Castella, provincia di Crotone) o a istituirne di nuovi come a Stalettì (provincia di Catanzaro).

  • Gruppo Archeologico Avellano “A. Maiuri, piazza Municipio – Palazzo Baronale,  83021 Avella (AV);
  • Gruppo Archeologico Irpino, c/o Gabriella Fiorillo, via Domenico Antonio Vaccaro 28/c, 83013 Mercogliano (AV);
  • Gruppo Archeologico Regio Albana, Via Matteotti 24, Frazione Petroro, 83020 Forino (AV);
  • Gruppo Archeologico Scampitella, c/o Toto Rocco, Via Città di Contra, 83050 Scampitella (AV);
  • Gruppo Archeologico del Sannio, c/o Giuseppe Conte, via G. Castellano 34, 82100 Benevento (BN).
  • Gruppo Archeologico Calatino "Franco Imposimato", piazza Matteotti 1, Casella Postale 154, 81024 Maddaloni (CE);
  • Gruppo Archeologico Falerno – Caleno, c/o Angela Carcaiso, Via Corrado Graziadei 71, 81056 Sparanise (CE);
  • Gruppo Archeologico Francesco Saverio Gualtieri di Caserta, c/o Vincenzo Del Giudice, Via Tescione 151 bis (attuale via A. Vespucci 9), 81100 Caserta (CE);
  • Gruppo Archeologico Prata Sannita, Via Cantone Sannitico 20, 81010 Prata Sannita (CE);
  • Gruppo Archeologico Rufrium, Via Rua, 81017 Sant'Angelo d'Alife (CE);
  • Gruppo Archeologico Trebula Balliensis, c/o Centro-Studi sull'Insediamento Campano-Sannitico, Via Roma, 81040 Treglia di Pontelatone (CE);
  • Gruppo Archeologico Salernitano, c/o DLF, Via Dalmazia 14, 84022 Salerno (SA);
  • Gruppo Archeologico Ebolitano, c/o Rosaria Ciccarone, via San Cataldo 15, 84025 Eboli (SA);
  • Gruppo Archeologico Golfo di Policastro, c/o Romeo M. Toccaceli Studio di Geologia Tecnica via Mazzini 64 84073 Sapri (SA);
  • Gruppo Archeologico Valle dell’Irno (SA);
  • Gruppo Archeologico Velino, via G. Leopardi 1, 84046 Ascea Marina (SA);
  • Gruppo Archeologico Vesuviano, c/o Ciro De Rosa, Via S. Maria del Principio, 80059 Torre del Greco (NA);
  • Gruppo Archeologico Terra di Palma, c/o Luigi Sorrentino, Via Cimitero 12, 80036 Palma Campania (NA);
  • Gruppo Archeologico Terramare 3000, Via IV Novembre 3, 80040 Poggiomarino (NA);

 

Dati Identificativi dell'Associazione Nazionale

  • Registrazione logo/marchio: Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato al n° 00737477/97 del 19 dicembre 1997, su domanda n°PD95C000189 del 28 marzo 1995;
  • Registrazione del nome Gruppi Archeologici d'Italia; n° PD 99C000333 del 6 maggio 1999;
  • Registrazione dello Statuto vigente: Ufficio Regionale Atti Privati di Roma n. 53-15763 del 24/10/2007.
  • Iscrizione al Registro Regionale del Volontariato della Regione Lazio in data 17 maggio 1996.

L’attività sociale

L'associazione, espleta la sua attività sociale operando in convenzione con le soprintendenze, i musei e le istituzioni locali e producendo lavoro culturale in tutte le regioni d'Italia.
I Gruppi archeologici d'Italia sono iscritti al Centro Nazionale del Volontariato e sono iscritti alla sezione "cultura" delle Associazioni di Volontariato. Gestiscono sin dalla loro fondazione numerose campagne di scavo, ricognizioni su larga scala, recupero in situazioni d'emergennza (come durante i terremoti del Friuli, dell'Irpinia e dell'Umbria). L'associazione si è occupata, inoltre, della formazione dei propri soci e ha svolto attività didattiche nelle scuole.
I Gruppi archeologici d'Italia sono promotori e fondatori del "Forum Europeo delle Associazioni Archeologiche" e di "Koinè", che raggruppa le associazioni culturali dei Paesi del Mediterraneo; inoltre sono iscritti all'"Albo del volontariato civile" e fanno quindi parte della Protezione civile.
I G.A. d'Italia sono un'associazione culturale, iscritta dal 1996 al Registro Regionale del Volontariato della Regione Lazio e  sono regolati da uno statuto formalmente registrato. Si articolano in Gruppi distribuiti su tutto il territorio nazionale,  che espletano la loro attività sociale operando molto spesso in convenzione con le Soprintendenze, i Musei e le Istituzioni locali e producendo una significativa mole di lavoro culturale in tutte le regioni d'Italia.